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Inaugurata alla GAM di Roma la mostra "Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione"

Ci sono tutte: la femme fatale, il ritratto pudico e dall'espressione malinconica, le donne operaie, le madri, le donne, infine, che non hanno paura di esporre se stesse con orgoglio.

A Via Francesco Crispi 24, dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019 (orari: da martedì a domenica ore 10-18.30) alla GAM si potranno ammirare le opere di Giulio Aristide Sartorio (Le vergini savie e le vergini stolte), di Camillo Innocenti, di Mario Mafai, di Giacomo Balla, solo per citarne alcuni.

 

Nelle tre sale e negli spazi multimediali (tra cui raccomandiamo la biblioteca con la proiezione "Bellissima", un documentario con inediti dell'Istituto Luce tra gli anni '20 e '50) la donna non ha più bisogno 'di essere nuda per entrare in un museo' come recitava sarcasticamente un vecchio detto. La donna "è" arte, "è" sguardo, "è" empatia dell'artista che riesce a costruire quel triangolo magico tra oggetto, visualità, soggetto dipinto. Dai primi del '900 fino a tutti gli anni Sessanta (con uno speciale fino a tutto febbraio dedicato a Fausto Pirandello) gli occhi dei visitatori incontreranno le opere con cui si è modificato il modo di interpretare e riprodurre la donna, fino all'ultima sezione dedicata alla 'madre' con tutte le sue implicazioni introspettive e sociali.

 

Particolare di questa mostra sarà, nel corso dei mesi, una serie di iniziative culturali (incontri, letture, proiezioni, serate musicali) sulle tematiche affrontate, compreso il contest #donneGAM che inviterà il pubblico a postare fotografie di donne protagoniste della propria storia. Quel "donne non si nasce, donne si diventa" è, in questa mostra, il percorso che con amore, erotismo e rispetto, decine di pittori hanno cercato di immortalare in opere d'arte.

Per informazioni: 060608 (ingresso gratuito con la Mic Card Musei di Roma).

[di  Luisa Sisti]