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L’attualità di West Side Story

Penultimo appuntamento dei Tè Letterari al Teatro Vittoria nella conferenza dedicata al capolavoro di Leonard Bernstein

Da anni il prof. Marcello Teodonio,  esperto di Giuseppe Gioacchino Belli e docente di Letteratura all’Università Tor Vergata di Roma, riempie letteralmente la sala del Teatro Vittoria ogni venerdì pomeriggio per una conferenza dedicata di volta in volta alla letteratura, alla musica, alla filosofia. Gli appuntamenti rispondono alla domanda di cultura e di intrattenimento raffinata e intelligente, colta e non pedante, che si avvale di una formula efficace: il professore introduce gli elementi fondamentali, le curiosità, i protagonisti dell’argomento che si va ad affrontare, mentre gli artisti (attori, cantanti, maestri di musica, storici dell’arte, esperti di cinema) leggono e interpretano il testo.

Il risultato è un’ora e mezza di suggestioni e inviti alla lettura, per “risvegliare reminiscenze”, come recita il titolo degli incontri, confrontandosi sul patrimonio culturale della nostra storia. Il 3 maggio scorso, sul palco, il M.° Aurelio Canonici ha offerto al pubblico, utilizzando brani musicali e con l’ausilio di un pianoforte, una lettura coinvolgente di “West Side Story” (1957) che, partendo da ricordi personali sulle lezioni e sulle prove d’orchestra di Bernstein all’Accademia di Santa Cecilia di Roma (“le prove più belle mai ascoltate”, ha affermato) ripercorre musicalmente i passi principali del musical ispirato alla storia di Romeo e Giulietta di William Shakespeare: le sue precedenti lezioni per la stagione 2018-2019 sono state, infatti, dedicate a “Otello” e a “Falstaff” di Verdi e al “Romeo e Giulietta” tra Čaikovskji e Prokoviev, in un percorso rigorosamente shakespeariano. Nel caso di “West Side Story” la vicenda è nota: Tony, appartenente alla gang dei Jets, si innamora di Maria, legata al gruppo opposto, gli Sharks.

Un amore impossibile, a causa della rivalità tra le due bande (i Capuleti e i Montecchi dell’originale) e destinato a un finale tragico con la morte di Tony e la riappacificazione corale accanto al cadavere del ragazzo.  Il musical, come si sa, è un genere tipicamente americano in cui confluiscono il jazz, i canti popolari e il blues, ma Bernstein, profondo conoscitore di musica classica ed esperto esecutore (“il più grande pianista tra i direttori, il più grande direttore tra i compositori, il più grande compositore tra i pianisti” scrisse il filosofo Carlo Serra) con “West Side Story” - 700 repliche solo a Broadway e per il film, tratto nel 1961, ben 10 Oscar - trasforma, già dall’incipit che contiene una tonalità di forte suggestione (il “tritono” ovvero la “quarta nota eccedente” usata da Wagner per il “Tristan und Isolde” e da Puccini per l’inizio della “Tosca”) il musical in un’opera moderna.

Gli elementi “classici” utilizzati per questo lavoro sono molteplici, da un vero quintetto nel finale del primo atto alla conclusione dell’opera sulle due note che, in modo anomalo, non chiudono con un “basso” ma restano sospese, drammatiche quanto la tristezza per la morte del giovane Tony (Romeo) tra le braccia di Maria (Giulietta, nel film interpretata da una giovane Natalie Wood). Grazie a questa lettura eseguita da un artista, si scoprono nuovi elementi in brani ampiamente conosciuti e si individuano nuovi spunti interpretativi: tutti entusiasmanti. Intervistato prima della conferenza, il M.° Canonici ha parlato volentieri dell’impostazione delle sue lezioni: “analizzare la musica, il fascino e il suo mistero, spiegando come gli accordi trasmettano delle emozioni” e ha sottolineato il concetto di “misterioso” insito nella musica, di come “l’animo possa leggere in questa, entrare nel suo linguaggio, comprendere cosa c’è di nascosto nel laboratorio compositivo”.

Autore di saggi (su Wagner , “Musica e sofia”, 2009, edito da Le Càriti e su Rossini, “Uno alla volta per carità”, con a M. Teodonio, 2016, editore Castelvecchi), di numerose colonne sonore per la Rai e del cd “Between Earth and Heaven”, Aurelio Canonici, diplomato in pianoforte e laureato in Filosofia, si è perfezionato in Direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna. Ha diretto la “Messa dell’Incoronazione” di Mozart in Vaticano, nella sala Nervi, alla presenza del Papa; è stato direttore, tra le altre, della Seoul Orchestra, della Kiev National Presidential Orchestra; direttore artistico della Sezione Sinfonica “Wagner” del prestigioso Ravello Festival, dove ha tenuto il primo “Concerto sinfonico all’alba” che ha replicato per otto anni consecutivi. Fondatore dell’Associazione Culturale “Musica e Sofìa” (www.musicaesofia.com tel. 338.6846.732), Canonici è Docente titolare della cattedra di Esercitazioni orchestrali presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila e terrà il prossimo 10 maggio, a Roma, presso l’Istituto Pontificio a piazza S.Agostino (ingresso libero, ore 19.00) un “omaggio a Casella”.  Per la prossima edizione dei “Tè letterari”, che si aprirà nell’autunno 2019, ha anticipato che gli incontri saranno principalmente dedicati alla musica e alla figura, davvero universale, di Ludwig van Beethoven.

[di Luisa Sisti]