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“A mano disarmata”, la strada verso la libertà di Federica Angeli, contro la mafia di Ostia

La giornalista e l’attrice, Claudia Gerini, presentano il film al centro commerciale Porta di Roma

“Vorrei che usciste da questa sala a fine film con il pensiero che se ce l’ho fatta io, una persona normale, ce la possiamo fare tutti”: così Federica Angeli saluta il pubblico presente in sala, il 7 giugno, per la proiezione del film “A mano disarmata” all’ UCI Cinemas Porta di Roma. Presente anche l’attrice protagonista, Claudia Gerini, che interpreta la giornalista.

La pellicola cinematografica è tratta dall’omonimo libro autobiografico della cronista di Repubblica, che dal 2013 vive sotto scorta per aver denunciato la criminalità organizzata a Ostia.

Il film, diretto da Claudio Bonivento, riassume bene le vicende presenti nel libro, mettendo in luce l’indecisione di una scelta che ha stravolto la vita di un’intera famiglia, la paura e il coraggio della donna Federica Angeli. L’inchiesta sulla criminalità organizzata è, sì il filo rosso dell’intera vicenda, ma ciò che più emerge è la parte umana: la sofferenza nata dal male generato dal clan mafioso, che nel film ha il nome di “Costa” invece di Spada. Al centro c’è la donna, la moglie, la mamma, la figlia Federica Angeli, sottolineando la sua scelta di stare dalla parte dei più deboli.

Gli stati d’animo della giornalista, dalla denuncia al maxiprocesso, sono ben leggibili grazie alla magistrale interpretazione di Claudia Gerini. L’attrice, infatti, è riuscita a rappresentare al meglio la sfera umana e privata della giornalista di Repubblica.

Il film – che ha vinto già il Nastro della legalità - e il libro vogliono essere testimonianza di una storia vera, tangibile, contro una realtà criminale, che è riuscita a mettere in ginocchio il litorale romano. “La mafia a Ostia non esiste”: una frase che Federica Angeli conosce bene. Più volte durante la sua inchiesta le vengono ripetute quelle parole, che lei stessa riporta nel libro e che sono presenti anche nel film.

Ma se non esiste perché le è stato assegnata una scorta? Perché il clan di Ostia solo nel 2018 è stato arrestato per 416 bis: associazione a delinquere di stampo mafioso? Come e perché la politica si è legata a questa realtà criminale? Il libro e in parte il film “A mano disarmata” rispondono a queste e a tante altre domande, perché la mafia a Ostia esiste, ma non deve vincere.

Federica Angeli è una dei 19 giornalisti che vivono sotto scorta per aver scelto di denunciare, per aver fatto il suo dovere, non solo di giornalista, ma di cittadina e di madre. Vedere il film, prima ancora leggere il libro, fa aprire gli occhi, fa capire come vivere sotto scorta non sia un privilegio, ma una rinuncia alla propria libertà, alla propria autonomia: lo Stato contro la mafia si muove in difesa, finché non riuscirà a estirpare definitivamente questo male.

Federica Angeli nel corso di questi anni, come si legge nella sua biografia e come si sente dalle sue parole pronunciate in sala, ha sempre cercato di trovare un “noi” capace di fare scudo contro il cancro dell’illegalità, che non colpisce solo Ostia. Un noi che potesse non farla sentire sola. Grazie infatti al sostegno dei suoi followers, Federica Angeli non è più un io isolato: è tutta quella collettività, quel NOI, capace di alzare la testa e combattere con la giusta paura e il coraggio.

[di Elisabetta Amato]