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Festa del Film di Roma 2019. Un’altra edizione in ascesa

Si è conclusa la quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, edizione segnata dagli ulteriori passi in avanti di una manifestazione che ha ormai trovato un suo spazio ed una identità nel panorama cinematografico internazionale.

Non a caso, negli ultimi tre anni, l’Oscar per il miglior film, è stato assegnato per due volte a pellicole presentate al RFF, (Green Book e Moonlight).

Diamo comunque qualche dato. Settanta il numero dei film presentati, durante  le 258 proiezioni  suddivise nelle 4 sale dell’auditorium e le altre 22 sparse per la città. Rispetto all’edizione dello scorso anno, c’è stato sia un incremento del 10% dei biglietti venduti, con conseguente aumento del 18% degli incassi al botteghino, che un introito maggiore legato agli accrediti, che segnano un + 13%. Si registra un importante incremento degli articoli web (+45%), ma anche un interesse crescente da parte dei quotidiani nazionali e locali che mostrano l’aumento del 23%. In ambito social, oltre all’exploit del sito ufficiale, che vede un incremento dell’86% delle visite, si registra anche un aumento del 36% di Instagram, dato questo, che orienta probabilmente verso uno spostamento di interesse da parte dei più giovani.

Per quanto riguarda la programmazione, molti i titoli da non perdere. Per cominciare l’ultima fatica di Martin Scorsese, “The Irishman”, lungometraggio (nel senso più letterale del termine vista la durata di tre ore e venti minuti) con un cast eccezionale (De Niro, Al Pacino e Pesci su tutti). Poi “Motherless Brooklyn- I segreti di una città”, un noir arricchito dalla maestrale interpretazione di Edward Norton che ne ha curato anche la regia, un piacevole e delicato “La Belle Epoque” con Daniel Auteuil e Fanny Ardant, e “Downtown Abbey”, attesissimo tanto dal pubblico del grande schermo, quanto dai cultori dell’omonima serie tv. Ottima anche la prova della Zellweger in “Judy” che ripercorre l’ultima tournee della Gardland, attrice fragile e provata dall’abuso di alcool e farmaci.

Tra tutte le altre opere ci piace ricordare “Waves” di Trey Edward Shults,,  e la prima prova alla regia di Bruce Springsteen in “Western Stars”.  Il premio del pubblico, tra i partecipanti alla Selezione Ufficiale, è andato al film documentario itaiano “Santa Subito”, del regista Alessandro Piva, prodotto da Apulia Film Commission e Fondazione Con il Sud. Tanti insomma gli spunti per una stagione al cinema che si propone ricca di ottimi film, di cui la Festa di Roma è stata una eccellente anteprima.

[di Paolo Flamini]