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Confiscato il Salaria Sport Village

Il lussuoso club era già sotto sequestro dal 2012
 
Sembrano non finire mai i guai per Diego Anemone, proprietario del famoso Salaria Sport Village, il più grande complesso sportivo della Capitale. Sono state infatti poste sotto confisca tutte le strutture del complesso sportivo, inclusa una palazzina di novemila metri quadri (dopo che erano già state sequestrate nel 2012, per un totale di 200 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta sulle piscine olimpioniche per i mondiali di nuoto), poiché parrebbe che il terreno e le strutture stesse siano state acquistate e costruite grazie ai proventi derivati dagli appalti truccati vinti da Anemone nel corso degli anni. Il Salaria Sport Village era già noto alle cronache per lo scandalo dei “massaggi” all’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che venne accusato di corruzione nel 2009 assieme ad Anemone. Vennero poi scagionati entrambi, nonostante alcune strutture del club fossero state sequestrate poiché costruite senza permessi. La struttura ha continuato ad operare senza mai interrompere la sua attività, gestita dagli operatori giudiziari, e l’imprenditore è sempre stato scagionato da ogni accusa in ogni processo a cui ha preso parte, fino a quest’ultimo: è stato infatti condannato a sei anni per associazione a delinquere nell’ambito del processo per il G8 della Maddalena, assieme all’ex presidente per le Opere pubbliche Angelo Balducci, all’ex generale della Finanza Pittorru e all’ex provveditore delle Opere pubbliche della Toscana De Santis.