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Progetto Scuole Sicure – Piaga bullismo cibernetico

Progetto Scuole Sicure – Piaga bullismo cibernetico                      

Anche nelle scuole del  terzo Municipio ci saranno degli insegnanti referenti contro il suddetto fenomeno, preparati alla conoscenza dei regolamenti delle normative vigenti.

La scuola luogo dove gli studenti frequentano quotidianamente i coetanei, fondamentale  per la crescita dell’individuo.

Il benessere fisico non è solo determinato dall’assenza di malattia o di comportamenti a rischio, dipende anche da variabili soggettive come l’autostima, la visione che l’individuo a di sé, le relazioni sociali, soprattutto con i coetanei dove condividono  la maggior parte del loro tempo, con esperienze scolastiche. Il bullismo viene definito come una specifica categoria di comportamenti aggressivi, caratterizzato da ripetizione e da un definito squilibrio di potere. Nelle scuole secondarie  è emerso negli ultimi anni il bullismo cibernetico , che ha caratteristiche diverse dell’altra forma, in cui l’atto di violenza è slegato dalla presenza fisica dell’aggressore. La vittima continua a ricevere messaggi sul cellulare o sul computer,  scopre pubblicati in rete  commenti diffamatori , immagini o video. Il “carnefice” raggiunge un gruppo di coetanei, molto più vasto e incontrollabile per dimensione , qualità, età cultura.

Come il bullismo in diretta, il bullismo cibernetico non si basa su una esperienza a faccia a faccia, inoltre consente  un certo margine di ” invisibilità” al bullo ( es. pseudonimia online).

In base a sperimentazioni messe in atto si è evidenziato che se si interviene  precocemente e in modo costante si può prevenire il fenomeno.

Smartphone e tablet sono utili anche nelle attività scolastiche, per fare ricerche e registrare lezioni, ma non devono trasformarsi in strumenti di offesa usandoli per diffondere sulla rete video e foto che possono ledere la dignità di compagni e insegnanti.

Spetta agli Istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare l’uso di questi dispositivi ( privacy 17.09.2013) . Qualora lo studente non segua le normative vigenti, ci saranno delle sanzioni previste da questo regolamento, l’istituzione scolastica comunica alla famiglia/studente, e dopo comunicazione genitori (v. sanzioni) può considerarsi come “ Culpa in educando” offerente alla figura genitoriale o di tutoraggio, In particolare la famiglia ha il dovere e diritto di mantenere , istruire ed educare i figli.

Cyperbullismo  legge 71/17 coinvolge la sfera della privacy, gli insegnanti nominati come referenti contro il suddetto fenomeno sono stati  preparati ad affrontarlo. Anche le scuole del terzo Municipio hanno lavorato al progetto Scuole Sicure . Il regolamento riguarda sia gli Istituti comprensivi e da qualche giorno anche gli Istituti superiori.