Achivio - scuola

Programma "Scuole sicure". L'amministrazione municipale chiede maggiori risorse ed esorta a procedere ad azioni ad ampio spettro

Problematiche troppo vaste a fronte di interventi marginalizzati. Di seguito la missiva pervenuta dal Municipio.

Il presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo e l’assessore alla scuola Claudia Pratelli hanno risposto con una lettera ufficiale alla circolare della sindaca Virginia Raggi che chiede ai municipi di indicare due scuole del territorio in cui avviare il programma “Scuole sicure” del Ministero dell’Interno. Caudo e Pratelli contestano l’approccio “securitario” della direttiva, interpretata dalla sindaca “in senso ancor più restrittivo”. “È doveroso – scrivono Caudo e Pratelli – che il tema dello spaccio di stupefacenti sia assunto dalle istituzioni ma – aggiungono – affrontarlo esclusivamente come una questione d’ordine pubblico, irrobustendo l’apparato di sorveglianza è una strategia inadeguata e controproducente”. Dopo avere sottolineato che il Campidoglio non esprime alcuna volontà di coinvolgere nelle scelte l’amministrazione municipale e, anzi, viene esplicitato che “l’attivazione del programma prescinde dalle nostre indicazioni”, Caudo e Pratelli dichiarano: “non avrete da noi indicazioni specifiche” non per “disattenzione ma per una scelta che intendiamo motivarle compiutamente”. Innanzitutto gli esponenti del Terzo Municipio rilevano che “solo il 5% delle risorse stanziate possa essere destinato a progetti educativi di prevenzione, rivolti alle ragazze e ai ragazzi e che non siano contemplati interventi di riqualificazione delle aree depresse del territorio”.

“Militarizzare le scuole con telecamere e forze di polizia, - denunciano - oltre ad essere inefficace, rischia di spaventare i ragazzi e produrre stigma sociale, quanto di peggio per i meccanismi di fiducia che sostengono la relazione tra cittadini e istituzioni e il percorso educativo”. A questo punto il presidente Caudo e l’assessore Pratelli si fanno portatori di una proposta basata su una visione alternativa a quella incentrata sulla istallazione delle telecamere di sorveglianza: “Proprio le scuole possono svolgere una funzione preziosa nella qualificazione e riqualificazione del territorio e rappresentare argine e barriera a fenomeni di criminalità. Per questo siamo qui a chiederle che le risorse stanziate siano destinate a tenere le scuole aperte in orario pomeridiano in modo da arricchire l’offerta educativa e connotare positivamente il territorio; a interventi di riqualificazione delle aree dove si rileva maggiore disagio; a percorsi educativi, informativi e formativi di contrasto alle dipendenze”. 

La proposta del Terzo Municipio riguarda tutte le scuole, nessuna esclusa, “per un programma coordinato, da definire con le istituzioni scolastiche, con il supporto dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio – Ambito territoriale di Roma -, con gli attori sociali e culturali del territorio e con il coordinamento del Municipio”. Infine gli esponenti del Municipio 3 ricordano che la prima condizione di sicurezza delle scuole è quella di una “manutenzione corretta” degli edifici, a cominciare dalla certificazione antincendio e dalla eliminazione dell’amianto. “Si tratta di un’emergenza nazionale e si tratta di un’emergenza romana. Serve un piano straordinario di intervento per l’edilizia scolastica che metta in sicurezza le nostre scuole e che dia sostanza al proposito puntualmente ripetuto dopo ogni tragedia: “mai più”. Cogliamo questa occasione, dunque, per chiederle un impegno diretto sul tema e di farsi portatrice, insieme a noi, di questa istanza nei confronti del Governo e del Parlamento in vista della prossima Legge di Bilancio”.